(doppia intervista al Sindaco di Muro Lucano Michele Ciaco e all'ex Sindaco di Muro Lucano Gennaro Napodano)
L’installazione di una serie di aereogeneratori in c.da Raitiello a Muro Lucano, è un argomento all’ordine del giorno nella nostra comunità. Tale questione vede contrapporsi due linee di pensiero: quella incarnata dall’amministrazione comunale, che ha investito il proprio mandato elettorale nella realizzazione dell’impianto e quella impersonata dal Comitato per la difesa dell’Appeninno Lucano, il quale si batte per evitare la realizzazione dell’impianto eolico. Su un punto tutti sono d’accordo, sul fatto che ci sia stata poca informazione in merito e che la popolazione, almeno in forma diretta, si è tenuta abbastanza fuori dalla tematica. Pertanto, di seguito proponiamo una doppia intervista ai rappresentanti delle due “fazioni”, sperando di dare al lettore degli spunti di riflessione maggiori e magari chiarificare eventuali dubbi sull’argomento.
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Michele Ciaco
Sindaco di Muro Lucano
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Sindaco, la sua amministrazione si è battuta in questi anni a favore dell’installazione di un parco eolico a Muro Lucano. Quali sono le motivazioni che hanno spinto l’amministrazione ad assumere tale posizione? Credo che la motivazione prioritaria sia quella che, in un contesto territoriale che non ha vocazione agli investimenti commerciali e industriali, là dove si è presentata un’occasione epocale, la stessa costituisca un’opportunità che raramente può essere offerta ad un ente pubblico. A fronte di un contesto congiunturale non favorevole agli investimenti, era normale che l’amministrazione comunale si preoccupasse di recepire questa offerta trasformandola in atti concreti. |
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Dove sarà ubicata la Wind Farm all’interno del territorio di Muro Lucano? Verrà ubicata presumibilmente sul versante nord ovest, ed in parte, ai confini della provincia di Salerno, nei pressi dei territori di Ricigliano. Quali sono le dimensioni dell’impianto eolico previsto per Monte Raitiello? Il progetto con relativa concessione dopo avere superato una serie di screening, quindi dopo essere stato ampiamente ridimensionato, allo stato attuale prevede l’allocazione di 40 aereogeneratori per una potenza massima di 56,5Megawatt. Come noto, il parco eolico di Monte Raitiello verrà impiantato in prossimità di una zona ZPS. Quali sono le ripercussioni che tale installazione avrà dal punto di vista ambientale sulla zona in questione? Credo che sull’argomento si sia “soffiato eccessivamente sul fuoco”. Siamo a debita distanza dalle zone SIC e ZPS, considerate le attuali prescrizioni legislative. Al di là dei proclami che la controparte ha posto in campo, abbiamo superato ampiamente gli screening previsti dalla legge regionale vigente. Pertanto possiamo ritenerci tranquilli da questo punto di vista, così come vorremmo rasserenare tutti gli addetti ai lavori, che a mio avviso sono stati intimoriti oltre misura sull’argomento. È stata cambiata la destinazione d’uso del territorio interessato? E se si, che ripercussioni avrà tale cambiamento per gli allevatori che pascolano il bestiame nelle zone interessate all’installazione delle pale? Abbiamo assunto, con un atto pubblico ufficiale che era a corredo della delibera adottata nel mese di luglio del 2002, una convenzione formalizzata nel mese di settembre, con la quale concediamo alla società la possibilità di poter costruire l’impianto eolico sulle particelle del demanio comunale, dove è stato eliminato il vincolo dell’uso civico, considerando che, una volta realizzato il progetto, l’attività verrà regolarmente ripresa anche su quella parte del territorio interessata dall’investimento. È previsto un reinvestimento degli introiti derivanti dall’installazione per il recupero anche parziale dell’impatto ambientale determinato? Se si, in che percentuale? La motivazione che è alla base della nostra scelta è dettata da un contesto finanziario particolare, dal momento che i trasferimenti dallo Stato agli enti pubblici sono stati progressivamente ridotti. Di conseguenza è necessario individuare una fonte propria di finanziamento. L’amministrazione ha deciso di sostenere con forza questa scelta, poiché ritiene che attraverso i proventi derivanti dalle clausole contrattuali (a suo tempo sottoscritte), si avrà l’opportunità di avere delle ricadute di tipo economico-occupazionale. I proventi incassati, nel rispetto di quelle che sono le regole della formulazione del bilancio, vengono reinvestiti di pari passo. Quali vantaggi e quali svantaggi si avranno in termini energetici oltre che economici per il comune di Muro Lucano? L’ultimo disegno di legge formulato dalla Regione Basilicata su iniziativa del Presidente della Giunta regionale Vito De Filippo, prevede una percentuale del 10% sull’energia prodotta, che dovrà essere poi destinata alle utenze sui territori direttamente interessati, il che porterà ad un abbattimento della bolletta energetica. Sicuramente si assisterà ad una ricaduta sociale di dimensioni interessanti e la popolazione murese, vivendo in un contesto chiuso dal punto di vista degli investimenti, riceverà sicuramente dei vantaggi. Considerando che l’impatto ambientale è irrisorio e sottolineando che gli stessi aereogeneratori non vengono posti sui crinali della catena appenninica, bensì in una conca, i siti individuati sono la logica conseguenza di un’analisi preliminare basata sul posizionamento di 4 anemometri che si è protratta per circa due anni. È uno studio ben sostenuto da ricerche supportate da monitoraggio costante del territorio. Da questo punto di vista siamo ben confortati dai dati in nostro possesso. La carenza di occupazione è una grossa piaga per il nostro territorio. L’eventuale installazione della ”wind farm” di Monte Raitiello porterà, secondo Lei vantaggi in termini occupazionali per la nostra comunità? La scelta fondamentale dell’amministrazione si regge proprio sulla possibilità di poter reinvestire i proventi derivanti dal progetto eolico. Tutte le somme che entreranno nel bilancio, in base a quelli che sono i termini dell’accordo sottoscritto, verranno reinvestite innanzitutto in quelle attività che sono parte integrante del territorio, prediligendo, principalmente, il sostegno alle risorse endogene. Faccio riferimento ad un eventuale costituzione di cooperative di giovani disoccupati che organizzeranno servizi per incentivare il turismo nel paese. Penso alla formazione di guide turistiche che dovrebbero accompagnare il visitatore presso importanti presidi territoriali come il Museo Archeologico Nazionale, oltre ad avvalorare i percorsi gerardini, sia urbano che rurale. Tale progetto, è stato portato avanti da questa Amministrazione con ostinazione ben consapevoli che la devozione al Santo dimostrata da migliaia di pellegrini possa costituire una grande opportunità per la nostra comunità. Sono attività poste in essere negli ultimi anni, che verranno affidate a cooperative di giovani, così come altri proventi investiti per ulteriori iniziative sociali. Altro esempio è l’assistenza ai portatori di Handicap, agli anziani e ad altre persone che vivono un disagio sociale particolare, considerato il ruolo importante che Muro Lucano ha assunto da qualche anno quale paese capofila del Piano Sociale di Zona nell’ ambito“ Marmo-Melandro”. Anche in questo settore, quindi, si possono costituire cooperative di giovani disoccupati per abbattere, per quanto possibile, i disagi purtroppo riservati alle persone che vivono ai margini della società. La montagna di Muro Lucano ha la peculiarità di essere una delle poche dell’Appennino campano-lucano ancora antropizzata. Secondo Lei, l’installazione del parco eolico in questione potrà pregiudicare un suo eventuale sviluppo turistico e agricolo e più in generale lo sviluppo turistico e agricolo di tutto il nostro territorio? Sull’argomento potrei sembrare ripetitivo, ma c’è stata una eccessiva enfatizzazione nel senso negativo dell’espressione. Rifacendomi ad esempi riguardanti altre parti del territorio dove sono stati istallati gli aereogeneratori, noto che l’equilibrio non viene assolutamente stravolto e tutto ciò che rientra nel patrimonio che il territorio può offrire, non verrà certamente intaccato da un investimento di questa portata. Le cose possono tranquillamente coesistere; è stato ampiamente dimostrato dai dati statistici in nostro possesso che ulteriormente ci confortano, a prescindere dalle campagne denigratorie che altri stanno cavalcando a riguardo. Uno degli argomenti più caldeggiati dal Comitato per la difesa dell’Appennino Lucano sulla vicenda “eolico a Muro Lucano” è che, per impiantare il parco eolico ci sarà bisogno di costruire infrastrutture ad alto impatto ambientale. È d’accordo con questa affermazione? Con quali finanziamenti verranno costruite queste nuove infrastrutture? Uno dei termini dell’accordo sottoscritto con la società (questo lo si può evincere facendo una dettagliata ricognizione sugli atti pubblici già adottati dal Consiglio comunale di Muro Lucano) prevede il rifacimento della pavimentazione delle strade del demanio interessate alla realizzazione dell’impianto stesso; per legge, (questo lo prevede una clausola a suo tempo posta in essere dal Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata) prima dell’ inizio dei lavori, è stata rilasciata una polizza fidejussoria a garanzia di quelli che potranno essere eventuali danni arrecati al territorio. Inoltre, la parte interessata all’investimento, comunque al suo interno ha una rete viaria la cui manutenzione ordinaria presuppone ulteriori impegni di risorse del bilancio comunale. Le clausole contrattuali prevedono che, con la realizzazione dell’impianto, le stesse strade saranno completamente rifatte. Di conseguenza avremo una rete di comunicazione ampiamente efficiente che sicuramente farà risparmiare non solo denaro pubblico all’ente, ma porrà al servizio della popolazione un sistema viario, la cui manutenzione, altrimenti, avrebbe presupposto l’impiego di ingenti somme di denaro. In che maniera verranno sostenuti i costi di installazione e manutenzione dell’impianto? La manutenzione dell’impianto è tutto a carico della società che investe. Il Comune detiene una quota di partecipazione che per clausola contrattuale metterà in vendita introitando ulteriori somme dalla cessione della propria quota azionaria nella società. Il costo della formazione di personale che dovrà manutenere l’impianto sarà a carico dell’investitore privato. La stessa clausola contrattuale prevede che la manodopera verrà individuata all’interno della sacca di disoccupati residente nella nostra comunità, lenendo un fenomeno che col passare degli anni è divenuto sempre più dilagante. Sono previste Royalties per il comune di Muro Lucano? A quanto ammontano? I termini contrattuali sono riportati nella delibera adottata nel mese di luglio del 2002 dal Consiglio comunale: da 0 a 200 milioni di Kilowatt il Comune percepisce il 2% sull’energia prodotta che, quantificata rispetto al costo attuale dell’energia, equivale a 160 mila euro di base. La fascia successiva che va da 200 a 250 milioni di Kw presuppone un introito aggiuntivo di 45 mila euro. Se l’energia prodotta aumenta, è prevista una ulteriore fascia di accesso di euro cinquantamila. Pertanto, maggiore è l’energia prodotta, maggiore saranno gli introiti per il comune di Muro. Inoltre, considerando che gli aereogeneratori ricadono tutti sul demanio, è previsto un canone di locazione per singolo aereogeneratore pari ad euro mille. Quest’ ultima clausola è suscettibile di variazione in aumento a favore dell’ente sulla scorta di impegno formale assunto con l’ investitore. Infine la vendita della quota detenuta dal comune nella società, consentirà ulteriori introiti (una tantum) partendo da un minimo di euro centocinquantamila posti a base d’ asta. Sarà possibile, oltre al finanziamento delle attività sul territorio, anche la realizzazione di opere pubbliche sicuramente necessarie per il paese. In ultimo, da annoverare fra i vantaggi, la clausola contrattuale che ha contemplato la manutenzione della viabilità. Esiste un tempo di esercizio massimo dell’impianto prima della sua dismissione definitiva? Le clausole contrattuali prevedono un periodo di 30 anni. Scaduto il tempo di esercizio, in base agli accordi, l’impianto verrà dismesso con il ripristino dello stato precedente dei luoghi con costi sostenuti interamente dalla società. Cosa ha spinto, secolo lei, la Regione Basilicata a prevedere nel piano energetico regionale, l’installazione delle “Wind Farm” nei 9 comuni per i quali era stata prevista una moratoria che ne bloccava le procedure già avviate? Non Le nascondo che ci sono stati dei ritardi da parte della Regione Basilicata, anche perché la materia andava disciplinata in tempi non sospetti. Probabilmente, una serie di diversità di vedute, anche all’interno dei singoli partiti, ha portato ad una sorta di slittamento dei tempi, considerando lo sviluppo in questi giorni di tematiche che hanno interessato l’ambito politico sia nazionale che internazionale concernente la materia energetica. Anche in Basilicata era necessario che se ne discutesse. Per quanto riguarda l’inclusione dei nove progetti rispetto al provvedimento di moratoria precedentemente assunto, una sentenza della Consulta ha ritenuto illegittimo il provvedimento adottato dalla Regione Puglia, poiché gli stessi enti regionali devono osservare gli accordi a suo tempo sottoscritti dallo Stato (come il protocollo di Kyoto) e dalla stessa Comunità Economica Europea. Pertanto l’Italia, al momento, è indietro rispetto alle altre nazioni comunitarie riguardo la materia energetica; è necessario pertanto adeguarsi al ruolino di marcia degli altri Paesi della stessa Comunità. Essendo in ritardo in merito alle politiche di sfruttamento dell’energia da fonti rinnovabili, era giusto che comunque si arrivasse ad emettere un Disegno di legge che andasse a disciplinare la materia, stante l’accumularsi di richieste da parte dei Comuni. Come mai non è stata scelta un’altra fonte di energia rinnovabile come ad esempio il fotovoltaico, che dovrebbe essere utilizzato maggiormente, vista la forte esposizione al sole dei nostri territori? Pur essendo favorevole a tutte le forme di investimento che interessano le fonti rinnovabili, non si è perpetuata la scelta di altre fonti di energia per due ordini di motivazioni. Proprio su Muro Lucano, per quanto riguarda il fotovoltaico, il centro storico è soggetto a vincolo paesaggistico. A tal proposito vorrei porre una domanda a chi sostiene questo tipo di investimento: <> Il secondo aspetto riguarda la superficie necessaria per poter apporre i pannelli fotovoltaici. A mio giudizio è di gran lunga superiore la superficie occupata dai pannelli solari rispetto a quella che occupa mediamente un aereogeneratore. Quali benefici porterà, a suo giudizio, il piano energetico regionale proposto dal presidente De Filippo? In un contesto particolare dove assistiamo quotidianamente a squilibri da parte della natura perché evidentemente il danno arrecato dall’immissione incontrollata di CO2 nell’atmosfera è un danno ormai irreversibile, assistiamo a fenomeni straordinari dal punto di vista meteorologico, con devastazioni e nocumenti non solo alle coltivazioni, ma all’equilibrio generale dei territori. Questo sicuramente ci fa riflettere ed è necessario provvedere in tempi rapidissimi a disciplinare tutta la materia energetica cercando, per quanto possibile e prima che sia troppo tardi, di porre rimedio. La gran parte della popolazione locale è rimasta indifferente alla questione “eolico”. Come si spiega questo atteggiamento? Può essere dovuto a una mancanza d’informazione? Non sono convinto che la popolazione murese sia stata del tutto indifferente; sicuramente è radicata una cultura troppo distante da quelle che sono le grosse tematiche che vengono poste in essere a livello politico con scelte amministrative consequenziali. Un dato rassicurante è rappresentato dalla coerenza dell’Amministrazione attuale, che in linea con il programma sottoposto ai cittadini, ha sposato in pieno la realizzazione del progetto eolico. Il responso da parte del corpo elettorale è stato a mio avviso incontrovertibile; per cui, confortati da quel dato, abbiamo perseverato nella realizzazione di un progetto supportato dal beneplacito dell’ elettorato malgrado una durissima lotta da parte delle opposizioni. Per tale motivazione ci sentiamo in grado di continuare con determinazione la battaglia intrapresa fino all’ottenimento dei risultati auspicati nel più breve tempo possibile. Quindi, secondo Lei, non è necessario un referendum a tal proposito? Il referendum a mio avviso è stato già fatto quando abbiamo posto al primo punto del nostro programma la realizzazione del progetto eolico. Avendone ottenuto in cambio un consenso abbastanza ampio, ci sentiamo confortati nel proseguire lungo la strada intrapresa. Quanto la vicenda “eolico” l’ha coinvolta personalmente e politicamente? Vivendo la mia esperienza amministrativa e la politica in genere in modo passionale, trovandomi coinvolto in prima persona quale Sindaco di Muro Lucano insieme agli amici che hanno intrapreso la stessa battaglia con convinzione, non nego che, la soddisfazione più grande per un amministratore, è veder realizzare i propri programmi. Di conseguenza, se qualcuno è abituato a “spendersi” diventa appagante la concretizzazione dei progetti. Lei è all’ultimo mandato come Sindaco di Muro Lucano. Se la vicenda non si “chiudesse” prima della conclusione del suo incarico amministrativo e se il suo successore mettesse in discussione l’installazione del parco eolico di Monte Raitiello, quale prezzo in termini contrattuali la comunità si dovrà accollare? Il prezzo più grande a mio avviso è quello di non veder realizzato un qualcosa che avrà sicuramente delle ricadute positive. Lo scotto principale graverà sui giovani disoccupati e su quanti in diverse forme e a diversi livelli hanno riposto fiducia nell’investimento; in un contesto dove non c’è una vocazione industriale e commerciale, l’occasione è unica e non va persa. Mi auguro che chi verrà dopo di me potrà in continuità, dare la svolta per completare lo stesso investimento. Se ciò non dovesse accadere, sicuramente si arriverà ad un contenzioso; io mi auguro che ciò non avvenga anche perché una delle piaghe più grandi per la nostra comunità è quella di non dare continuità ai programmi posti in essere da chi ha governato precedentemente. Nel caso di un malaugurato epilogo della vicenda, ingenti sarebbero i danni alle casse comunali oltre all’ evidente nocumento per i cittadini. |
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Gennaro Napodano |
Gennaro Napodano quale associazione o comitato rappresenta? Rappresento il Comitato per la Difesa dell’Appennino Lucano, costituitosi a Muro Lucano il 14 novembre del 2002 in occasione del Convegno su ‘Eolico e impatto ambientale’, presieduto da Carlo Ripa di Meana. Collegato al Comitato Nazionale del Paesaggio, si è posto come obiettivo la salvaguardia del patrimonio montuoso della Regione con le sue risorse floro-faunistiche, paesaggistiche, storico-archeologiche, antropologiche ed economiche. |
| Il Comitato per la Difesa dell’Appennino Lucano, si è battuto in questi anni per evitare l’installazione del parco eolico nel territorio di Muro Lucano. Quali sono le motivazioni che hanno spinto l’associazione ad assumere tale posizione? Il nostro Comitato denunzia l’aggressione dei territori del meridione d’Italia da parte di multinazionali dell’energia che, approfittando della scarsa informazione e della speranza degli amministratori a risolvere gli atavici problemi della finanza locale, intendono fare delle nostre montagne terra di conquista disprezzandone le proprie valenze. Tale comitato è impegnato a veicolare tra la gente l’informazione sulla questione eolica mettendone in risalto i rischi presenti e futuri. Per quanto riguarda, nello specifico, il progetto di impianto eolico proposto dal Comune di Muro Lucano la nostra battaglia si è fatta più decisa per le dimensioni proposte (inizialmente tra le più grandi d’Italia) e per il metodo adottato dagli Amministratori locali, che non hanno interpellato le popolazioni sull’ utilizzo delle terre pubbliche assommanti ad 1/3 del territorio comunale. Il progetto presentato, che dal 2002 ad oggi ha subito tantissime modifiche, è in netto contrasto con le normative vigenti ed è supportato da uno studio d’impatto ambientale approssimativo; esso punta solo alla realizzazione dell’impianto come mero investimento economico, legato più agli aspetti delle forti incentivazioni che a quello produttivo e non tiene in alcun conto l’irreversibilità dei danni che causerà alla montagna e a chi vi abita. Non prevede fra l’altro l’impegno per le spese di dismissione dell’impianto stesso.
Nel territorio murese sono presenti zone denominate SIC, può spiegarci di cosa si tratta? Come noto il parco eolico di Monte Raitiello verrà impiantato in prossimità di una zona ZPS. Che cosa è una ZPS e a quali vincoli è sottoposta? La rete Natura 2000, prevista dalla direttiva europea n. 92/43/CEE comunemente denominata direttiva "Habitat", ha per obiettivo la salvaguardia della biodiversità. Il recepimento di questa direttiva è avvenuto in Italia nel 1997 attraverso il D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357. Dal 1979 un'altra importante direttiva (79/409/CEE) concernente la conservazione degli uccelli selvatici già prevedeva una serie di azioni per la conservazione di numerose specie indicate negli allegati della direttiva stessa, con l'individuazione di aree da destinarsi alla loro conservazione, le cosiddette Zone di Protezione Speciale (ZPS). Natura 2000 è il nome che il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea ha assegnato ad un sistema coordinato e coerente (una "rete ecologica") di aree destinate alla conservazione della diversità biologica. In Italia attualmente i SIC sono 2.417, estesi complessivamente 4 milioni di ettari, mentre le ZPS sono 343 per oltre 1,8 milioni di ettari. La Basilicata con 47 S.I.C. (53.421 ettari) e 17 Z.P.S. (34.000 ettari) si colloca tra le regioni che hanno individuato la minor percentuale di territorio protetto nell’ambito della rete ecologica. Solo un terzo delle aree lucane si trova già nei territori di aree protetti (Parchi nazionali, regionali e riserve naturali). Le diciassette Zone di Protezione Speciale rappresentano scrigni preziosi per le specie prioritarie dell’Unione Europea: la lontra, il lupo, il capriolo, tra i mammiferi. L’aquila reale, il capovaccaio, il gufo reale, il lanario, il grillaio, tra i rapaci con una moltitudine di specie rare di uccelli, anfibi, rettili e insetti. Muro Lucano è tra questi, infatti il suo Sito di Interesse Comunitario (SIC) è denominato: Monte Paratiello, unico sito di nidificazione dell’aquila reale, con Codice Habitat IT9210190 di Ha.1131, è stata dichiarata Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi della direttiva 79/409/CEE sulla protezione degli uccelli selvatici, nonché Sito di Interesse Comunitario (SIC) ai sensi della direttiva 92/43/CEE sulla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. Nonostante tutto questo, nelle sue vicinanze viene autorizzato, in spregio a tanto, un impianto eolico che prevede l’occupazione del demanio, tagli boschivi, costruzioni di strade e lo sventramento di interi crinali. La scarsa considerazione e la mancata conoscenza dei vincoli gravanti nella zona S.I.C. e Z.P.S. si evince anche dalla mancata presentazione da parte della Monte Raitiello srl, di uno studio che valuti l’incidenza negativa e gli effetti diretti e indiretti che il progetto ha sugli habitat e sulle specie per i quali il sito è stato individuato giusto Art. 6 del D.P.R. n° 120 del 12 Marzo 2003 e Art. 6 della Direttiva Europea 92/43 del 21/05/1992. Cosa comporterà, secondo lei, dal punto di vista dell’impatto ambientale l’installazione della cosiddetta Wind Farm in questione? La centrale eolica o come la definite voi “la fattoria del vento” produrrà un generale degrado ambientale sul territorio interessato e in quello limitrofo, generato da una serie di fattori diretti e indiretti, spesso difficilmente valutabili in sede di progettazione. Tra i principali:
Secondo lei, l’impatto ambientale che si genererà, potrà essere recuperato seppur parzialmente in qualche maniera e a quali costi? Nella nostra realtà appenninica i siti che, per le caratteristiche della ventosità, risultano idonei alla localizzazione delle centrali eoliche, coincidono spesso con le sommità dei rilievi ad elevato interesse naturalistico e paesaggistico. Pertanto, a fronte di un contributo trascurabile a livello nazionale nella diminuzione di emissione di “gas serra”, questa centrale eolica produrrà gravi e irreversibili danni all’ambiente, con possibili ricadute negative anche nei processi economici e sociali, come sta avvenendo in alcune aree dell’Italia meridionale in cui sono già stati realizzati tali impianti. Quali vantaggi e quali svantaggi si avranno in termini energetici ed economici per il comune di Muro Lucano? C’è da premettere che a gestire l’impianto eolico di Muro sarà una società mista tra il Comune di Muro Lucano e la società SI.COGEN s.r.l. denominata Monte Raitiello s.r.l. costituita con deliberazione del Consiglio Comunale del 13.07.2002, (con quote rispettivamente del 12,5% e 87,5% dell’intero capitale sociale di € 10.000). Detto ciò passiamo ad esaminare più in dettaglio le caratteristiche economico-energetiche che l’impianto avrà: sarà costituito da 40 aerogeneratori, di cui 15 da 850 KW e 25 da 1750 KW, per una potenza complessiva di 56.500 KW. La stima della producibilità media annua per l’impianto, sarà pari a 95.000.000 di KW calcolata sulle macchine indicate nello studio di fattibilità e sulle caratteristiche di ventosità presunta.
(a+b-c) la Società Monte Raitiello introiterà un corrispettivo annuo di € 15.552.000. La carenza di occupazione è una grossa piaga per il nostro territorio. L’eventuale installazione della wind farm di Monte Raitiello porterà, secondo lei, vantaggi in termini occupazionali per la nostra comunità? Assolutamente irrilevanti, dopo i primi lavori di infrastrutturazione (costruzione di piste, strade, piazzole di allocamento delle torri) che potranno essere realizzati dalle imprese locali, tutto sarà affidato ad imprese specializzate per l’installazione degli aereogeneratori. Non vedo sistemazioni lavorative per i nostri concittadini La montagna di Muro Lucano ha la peculiarità di essere una delle poche dell’Appennino campano-lucano ancora antropizzata. Secondo lei l’installazione del parco eolico in questione interferirà in qualche modo con un eventuale sviluppo agricolo e turistico del nostro territorio? Il Piano di Sviluppo Rurale (P.S.R.) 2000/2006 della Regione Basilicata, considera la nostra area territoriale come “sistema di transizione verso forme di sviluppo agricolo e integrato, nel quale le potenzialità del settore primario sono molteplici ma mancano ancora condizioni organizzative adeguate alla trasformazione, promozione e commercializzazione delle produzioni agricole secondo livelli di competitività. Pertanto il Piano finanziato dal FEOGA, diventa uno strumento finalizzato ad intervenire su tutti i processi tesi a valorizzare le risorse naturali, ambientali, umane e territoriali, come:
Questo in sentesi è quanto la Regione Basilicata intende fare, attraverso i suoi Piani di programmazione, per la montagna murese, ma francamente non vedo come questo possa avvenire se allo stesso momento si autorizzano in questi siti attività industriali come potrebbe essere un “Impianto Eolico”. Infatti il Comune di Muro Lucano ha trasformato la destinazione d’uso (da pascolo ad uso industriale) di molte superfici utilizzate dagli allevatori muresi. Oggi l’allevamento zootecnico costituisce per la Montagna Lucana ed in particolar modo per quella murese una fonte di reddito insostituibile. È da premettere, che ogni allevatore o piccolo imprenditore agricolo nel richiedere il sostegno al reddito con contributi elargiti dall’Arbea e previsti dalla Comunità Europea integra la propria superficie aziendale destinata a foraggio con l’utilizzo di superfici a pascolo di pertinenza demaniale. Tutto questo è indispensabile, in quanto l’allevatore–produttore, per vedere riconosciuti gli aiuti comunitari in base al suo carico zootecnico, ha bisogno di una copertura di superfici a foraggio (pascoli, erbai, ecc) adeguata ai parametri per legge prefissati, per esempio: 1 bovino adulto - 1 Ha. di sup. a foraggere; 1 ovicaprino - 0,15 Ha. di sup. a foraggere. Quindi un nostro allevatore con una superficie aziendale di proprietà mediamente di 4 ettari e con un carico zootecnico di 100 capi ovicaprini e 3 bovini adulti ha necessità di avere un carico di foraggere di 18 Ha. I pascoli presenti in questo territorio sono di fondamentale importanza in quanto integrano la carenza di superficie a foraggere di proprietà degli allevatori che utilizzano queste aree pagando al Comune di Muro Lucano una quota di Fida Pascolo. Ecco l’importanza di questi pascoli demaniali che non potranno essere invasi e devastati da infrastrutture od altro, in quanto si comprometterebbe il loro uso naturale e si inciderebbe negativamente sull’economia locale mettendo in condizione chi abita e lavora in queste contrade di vedersi negato anche il sostegno economico al proprio reddito. Cosa ha spinto, secolo Lei, la regione Basilicata a prevedere nel piano energetico regionale, l’installazione delle Wind Farm nei 9 comuni per i quali era stata prevista una moratoria che ne bloccava le procedure già avviate? L’interesse della regione, in ottemperanza a quanto ha previsto nei suoi piani di programmazione, dovrebbe essere quello di incentivare iniziative tese a valorizzare la montagna Lucana e non a distruggerla. Evidentemente vuole vederci chiaro su quanto questo progetto potrebbe provocare. La gran parte della popolazione locale è rimasta indifferente alla questione “eolico”. Come si spiega questo atteggiamento? Può essere dovuto a una mancanza d’informazione? Non è stata assolutamente informata, quando poi per scelte così importanti non bastano solo le pur discutibili deliberazioni di Consiglio e di Giunta Comunale ma un coinvolgimento effettivo dell’intera comunità. Sempre a suo giudizio, sarebbe stato opportuno per sensibilizzare la popolazione un referendum popolare a riguardo? Si assolutamente. Gli ambientalisti a livello nazionale sono divisi tra sostenitori dell’eolico e assertori dell’inutilità dell’energia prodotta dal vento, a fronte dei danni ambientali, paesaggistici e turistici che potrebbe arrecare l’installazione di simili impianti. Come si spiega questa eterogeneità di vedute? A tal proposito mi piace ricordare un intervento sulla stampa nazionale di Carlo Ripa di Meana presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio e sui rapporti con Legambiente sulla questione Eolica in Italia dell’ottobre del 2002: ‘Nei giorni scorsi il Direttore generale di Legambiente, Francesco Ferrante si è lasciato andare a un nuovo e scomposto attacco contro il Comitato Nazionale del Paesaggio (CNP) a proposito della controversa questione dell´eolico in Italia, con insulti personali e oblique insinuazioni: “..utili idioti appartenenti alle lobby che propagandano il rilancio dei combustibili fossili” Il Comitato Nazionale del Paesaggio non lo seguirà nel fango. Il CNP, invece, sfida pubblicamente Legambiente (nella formazione di 3 o 5 o anche 10 suoi rappresentanti, contrapposti ad eguale numero di rappresentanti del Comitato Nazionale del Paesaggio) a un confronto pubblico sulla avventura eolica in Italia così come essa si presenta nella sua realtà: 1209 torri già installate e molte migliaia in arrivo. Il CNP propone un confronto pubblico fondato sui numeri, sui risultati energetici, sulle documentazioni visive e sulle testimonianze delle popolazioni, in alcuni dei comuni simbolo dell’affarismo eolico: Castiglione Messer Marino e Monteferrante in Abruzzo; Baselice e Bisaccia in Campania; Accadia e Panni in Puglia; Muro Lucano in Basilicata. Il CNP propone, inoltre, di organizzare eguali confronti nel corso di programmi radiofonici e televisivi locali e nazionali, affidandone lo svolgimento a conduttori imparziali. Il CNP propone, infine, confronti a mezzo stampa, su giornali quotidiani e riviste periodiche nazionali e locali, garantendo alle due opinioni parità di spazio e parità di rilievo. Se Legambiente avrà qualcosa di nuovo da dire, oltre alle sue ingenue invocazioni perché questi giganteschi impianti industriali già conficcati e da conficcare su tutte le terre alte italiane e lungo le coste della penisola e delle isole vengano “mitigati”, questa occasione di confronto con il parere contrario del CNP potrà essere utile. L’opinione pubblica locale e nazionale potrà giudicare, con piena cognizione di causa, da che parte sono gli argomenti migliori e i dati inoppugnabili. Il Comitato Nazionale del paesaggio lancia oggi questa sfida a Legambiente. ” Secondo Lei, quali sono le fonti di energia rinnovabili più consone al nostro territorio, per lo sviluppo delle quali i governi locali e quello nazionale si dovrebbero impegnare maggiormente? La realizzazione della centrale eolica di Muro Lucano produrrà gravi ripercussioni sugli equilibri ecologici, paesistico-ambientali e socio-economici del territorio. Non è più accettabile, altresì, che un mero calcolo matematico basato sulla marginalità presunta di un territorio e sulla sua densità demografica sia guida di localizzazioni di impianti scarsamente produttivi o perennemente inquinanti. Tra tutte le fonti energetiche rinnovabili, nella realtà territoriale italiana, quella eolica crea maggiore impatto sull’ambiente, a fronte di un contributo trascurabile nella riduzione di “gas-serra”. Muro Lucano, a tal proposito, può dare un suo contributo alla produzione di energia rinnovabile: è presente sul suo territorio una storica centrale idro-elettrica ora dismessa che, ripristinata, fornirebbe energia e potrebbe –con il suo bacino idrico- innescare un processo di sviluppo locale con il beneplacito della popolazione. Secondo lei qualche politico ha strumentalizzato la vicenda, pur apportando le vostre stesse tesi in merito? La politica, quella vera, è una cosa seria e praticarla è estremamente difficoltoso ed arduo. Uomini che la incarnino, difendendo e sostenendo idee e progetti, tesi a tutelare gli interessi di tutti, se ne trovano pochi, anzi... Qual’è il rapporto tra voi e le altre associazioni ambientaliste? Ottimo, almeno con quelle che la pensano come noi. Infine. Per quanto riguarda il vostro comitato, la battaglia è conclusa o ci saranno nuovi risvolti? La battaglia non è finita, terminerà quanto avremo scongiurato il pericolo che questo “ecomostro” sarà solo un brutto ricordo, e siamo consapevoli che avremo ancora molto da fare e da dire per evitare che quando si propone venga realizzato per esempio ci batteremo sulle criticità del progetto che lo rendono non valutabile in quanto: Le zone gravate da usi civici sono sottoposte al vincolo paesaggistico ai sensi della L. n.1497/39, per opera dell’art. 82, comma 5° lett. h) del D.P.R. n. 616/77, aggiunto dalla L. 8/8/1985 n.431 di conversione del decreto-legge n.312 del 1985. Tali zone sono contigue al sito Natura Monte Paratiello, individuato nell’ambito della Rete Natura 2000 ai sensi della direttiva “Habitat” 92/43/CEE, sito definito di rara bellezza paesaggistica per gli spazi aperti e poco abitati di tipica wilderness ed è considerato area di reperimento per la istituzione di un parco naturale regionale. La valutazione di impatto ambientale dovrà essere espressa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali così come recita l’art.26 del Codice per i Beni Culturali. 28 aereogeneratori su 40 insistono su particelle catastali vincolate dal punto di vista idrogeologico e pertanto il progetto necessita di autorizzazione da parte delle competenti autorità. Il progetto è carente negli allegati relativi al piano particellare delle aree da occupare o con una definizione più puntuale della superficie da impegnare e quindi sottrarre all’uso del pascolo. Gran parte delle superfici interessate sono impegnate dagli allevatori delle varie zone come superficie a “foraggere” che integrano la propria superficie aziendale destinata a foraggio con l’utilizzo di pascolo di pertinenza demaniale tale da premettere, il sostegno al reddito attraverso i contributi elargiti dall’Agea e previsti dalla Comunità Europea. La ventosità del sito non è riportata in maniera evidente in alcun allegato al progetto, tanto che ancora in data 23 novembre 2006 è stata effettuata la denunzia di attività edilizia per l’installazione di 3 stazioni anemometriche per la rilevazione statistica della velocità e della direzione del vento. Il permesso per realizzare l’impianto eolico rilasciato in data 13 settembre 2006, appare illegittimo in quanto il grado di ventosità del sito, essenziale per la realizzazione di una centrale eolica, a quella data non era ancora definito. Ci sono almeno 8 motivi, ...e che motivi, ad impedirlo! Grazie |
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