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Un trono e le sue storie
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Ogni anno milioni di persone entrano nelle chiese sparse per il mondo chi per fede, e quindi espletare tutti i doveri religiosi, chi per visitarle e conoscere le opere artistiche da esse conservate. Anche le chiese del nostro paese, Muro Lucano, racchiudono fra le loro mura dei prodotti d'arte molto belli che raccontano nel loro lavoro non solo l'opera ma anche la storia sociale del posto e la vita di personaggi illustri. Entrando nella chiesa parrochiale S. Andrea Apostolo in p.zza Don Minzoni troviamo, collocato sulla destra, un trono ligneo che è un tesoro dell'arte dello scolpire a rilievo del XVIII secolo.
Alla storia di questo trono è strettamente collegata quella di due personaggi di elevata caratura sociale e culturale dell'epoca: il vescovo di Muro Domenico Antonio Manfredi e il Papa Benedetto XIII. Il 29 maggio 1724 padre Vincenzo Maria Orsini fu eletto Papa, e tra i primi atti compiuti dal Pontefice Benedetto XIII vi è la nomina a vescovo di Muro di Domenico Antonio Manfredi. Il patrimonio della chiesa Murana era ridotta alla miseria, ormai sull'orlo della rovina; il vescovo Manfredi intende porre seri rimedi al patrimonio ecclesiastico cercando di recuperare i beni della mensa capitolare della Cattedrale. Inoltre il Manfredi nota anche lo stato molto indegno in cui versa la cattedrale e il palazzo vescovile. In suo soccorso viene sua Santità che approva il progetto di ristrutturazione e gli done 3000 ducati. Il problema della ricostruzione è, così, risolto. Più difficile appare il recupero dei censi delle proprietà. Il lavoro fu di notevole impegno e durò cinque anni. E' stato recuperato, dopo il terremoto del 1980, una Platea del Capitolo Cattedrale; il documento, che porta la data del 1730, si può suddividere in due parti comprendenti la prefazione, le provisioni del collaterale e l'editto dei singoli beni. La platea è, oggi, conservata presso l'archivio diocesano di Potenza. Gli anni dell'episcopato del Manfredi furono di intensa attività, basti pernsare che nel quinquennio 1725-1730 ci furono dieci sinodi e tredici visite pastorali. nel 1728 i lavori della chiesa cattedrale sono giunti al termine: il soffitto è stato dipinto a quadretti; è quasi ultimato lo stucco; il coro è stato realizzato in radica di noce e a suo completamento Benedetto XIII ha inviato da ROMA un trono (succitato) in materiale ligneo; sulla porta della sagrestia ha fatto sistemare l'organo. Il 27 aprile del 1728 vengono collocate le reliquie di S. Prospero martire donate da Papa Clemente XI nel 1703. Finalmente la cattedrale è pronta a riaprire i battenti ai fedeli il primo maggio dello stesso anno. La presenza di Manfredi a Muro e la sua opera riformatrice va vista nell'ottica del ritorno della chiesa a se stessa, non più le corti per i vescovi, ma palazzi vescovili, non più spese ingiustificate, ma oculata gestione del patrimonio delle mense. La cattedrale ha subito, nei secoli successivi al periodo del Vescovo Manfredi, varie modifiche ma i danni rilevanti e irrimediabili li ha subiti dopo il terremoto del 1980. Vederla oggi spezza il cuore; un tetto in plexiglass ed una facciata con colonne e capitelli in materiale plastico. Osservando il trono si può andare indietro nella storia quando Muro ha avuto una storia civica e culturale elevata ed, aveva un importanza territoriale che oggi ha , purtroppo perso! Quando entrate nella chiesa S. Andrea, avvicinatevi al trono e guardatelo bene, esso vi racconterà un po' della nostra storia!
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