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E' un'Italiano l'ingegnere del digitale
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La prima volta che sentii il nome Andrea Viterbi stavo seguendo una noiosa lezione universitaria in cui venivano illustrate delle tecniche per la compressione di un segnale digitale.
Ma chi è Andrea Viterbi? E cosa ha fatto di importante?
Andrea Viterbi è uno dei tanti italiani che hanno avuto un grandissimo successo all'estero, nel caso specifico negli USA e che con il suo ingegno onora l'Italia e l'italianità. Qualcuno lo ha definito "l'uomo della formula", chi un traghettatore, dal mondo analogico in cui è nato e cresciuto a quello digitale.

Il mondo in cui nasce Andrea Viterbi il 9 marzo del 1935 non era solo un mondo analogico, era sopratutto un mondo dell'Italia fascista, delle leggi razziali, dei mostri generati da un sonno della ragione dettato dal desiderio di compiacere al delirio dell'alleato nazista; insomma come sappiamo tempi duri e tempi durissimi furono per la famiglia Viterbi, di origine ebraica che per via di queste leggi razziali dovette fuggire per stabilirsi a Boston.
Qui Viterbi compì il suo percorso scolastico fino al conseguimento del Master presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT). Proprio all’MIT i suoi interessi si indirizzarono verso le problematiche innovative della comunicazione per mezzo di segnali digitali, ossia segnali che rappresentano le informazioni in forma numerica.
Nel 1967, nel pieno di una brillante carriera universitaria pubblicò sulla rivista “IEEE Transactions on Information Theory” un articolo dal titolo “Error Bounds for Convolutional Codes and an Asymptotically Optimum Decoding Algorithm”. Si trattava di un algoritmo profondamente innovativo, noto oggi universalmente come “Algoritmo di Viterbi” e destinato a contribuire in modo determinante allo sviluppo successivo della teoria dell’informazione e delle telecomunicazioni.
Io non voglio assolutemente addentrarmi nella descrizione di questo complicato algoritmo perchè lo farei sicuramente in maniera grossolana e in ogni caso sarebbe di difficile comprensione, ma ciò che vorrei mettere in evidenza, in quanto credo che poche persone ne siano al corrente, è che proprio grazie a questo algoritmo si basa il funzionamento di centinaia di milioni di telefoni cellulari in tutto il mondo.
Questo algoritmo altro non è che uno scudo contro le interferenze, che dà modo a milioni di persone di conversare senza fastidiosi ronzii di disturbo.
Oggi si calcola che oltre un miliardo di telefoni cellulari in tutto il mondo, tanto di seconda che di terza generazione, hanno come fattore comune l’utilizzo dell’algoritmo di Viterbi in fase di correzione degli errori e questo numerò tende a crescere vertiginosamente.

In piena guerra fredda, nel 1968 fondò la società Linkabit che realizzava apparecchiature di telecomunicazioni usate dall'esercito militare americano.
Nel 1985 Viterbi con il suo amico e socio Jacobs fondarono una nuova società, la Qualcomm, destinata a divenire un gigante dell’industria e leader nel settore delle telecomunicazioni.

Il Professor Viterbi ha ottenuto importanti riconoscimenti, è stato eletto membro di prestigiose accademie ed ha ricevuto numerosi premi offertigli in vari paesi. Negli Stati Uniti ha ricevuto ad esempio la medaglia “Alexander Graham Bell” dell’IEEE nel 1984 ed il “Marconi International Fellowship Award” nel 1990, in Giappone il “NEC C&C Award” nel 1992, ed in Germania l’ “Eduard Rhein Award” nel 1994.
Anche in Italia, forse tardivamente, nel 1975 gli è stato conferito il premio Cristoforo Colombo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e nel 2001 il Presidente della Repubblica lo ha nominato “Grande Ufficiale della Repubblica”. Il prof. Viterbi è stato inoltre insignito della Laurea Honoris Causa dalle università di Technion in Israele, di Waterloo in Canada, di Notre Dame negli Stati Uniti, di Roma Tor Vergata e dell’Università La Sapienza di Roma, in Italia. Per la sua indubbia competenza tecnologica è stato chiamato a far parte dei consiglieri per le telecomunicazioni dell’ex Presidente degli Stati Uniti, Bill Clinton.
Oggi l'ingegnere Viterbi, che è cittadino onorario di Bergamo, ritiratosi dall’industria, si è dedicato in particolar modo alla filantropia, attraverso la Viterbi Family Foundation.

Mi sembrava doveroso ricordare un personaggio del genere poichè credo che putroppo in Italia, troppo spesso ci si dimentica del nostro orgoglio nazionale di cui dovremmo andare fieri e anzi, addirittura talvolta si pubblicizzano maggiormente gli errori di altri nostri connazionali come ad esempio quando si evidenzia che alcuni italiani sciaguratamente hanno esportato la mafia all'estero.

W l'Italia, w gli italiani e w l'italianità

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