|
|
Gli Organismi Geneticamente Modificati, meglio noti come OGM, sono attualmente divenuti oggetto di scontri durissimi, tra chi pensa che possano essere molto utili per l’agricoltura e chi invece sostiene tenacemente il contrario. L’uomo in realtà modifica geneticamente le piante da tempo immemorabile e non solo con le tecniche naturali della selezione e dell’incrocio: se non lo avesse fatto probabilmente non sarebbero sempre disponibili gli alimenti di cui ci cibiamo. Quello che è cambiato negli ultimi 50 anni (dalla scoperta del DNA) è la consapevolezza che per ottenere i risultati desiderati, si devono modificare alcune funzioni geneticamente controllate degli organismi. Gli OGM rappresentano uno dei prodotti delle biotecnologie avanzate, si tratta di organismi ottenuti attraverso il trasferimento di singoli geni da una specie ad un’altra (anche sistematicamente lontane tra di loro), adottando la tecnologia del DNA ricombinante. Questa tecnologia viene utilizzata anche per produrre farmaci, come l’insulina e gli antibiotici, e l’opinione pubblica sembra accettare senza riserve le innovazioni nel campo della salute. |
| Gli oppositori degli OGM alimentano perplessità legate alle possibili conseguenze sanitarie, economiche, ambientali e sociali connesse alla loro introduzione in agricoltura, mentre i sostenitori ribattono sul fatto che ogni rischio indicato è stato in sede scientifica smentito. Per farsi un’idea in merito, il cittadino comune non può documentarsi personalmente leggendo riviste scientifiche accreditate e costruisce la sua opinione affidandosi a ciò che gli viene propinato dai mass-media e dai colossali cartelli pubblicitari affissi nei negozi. Oggigiorno genera particolare preoccupazione la possibilità che gli OGM provochino allergie, resistenza agli antibiotici oppure effetti inattesi a lungo termine. In realtà, la potenziale allergenicità del nuovo alimento viene scongiurata con accurate valutazioni sulla fonte del materiale trasferito, sull’omologia di sequenza del prodotto del transgene con proteine allergeniche, con test di immunoreattività e di immunogenicità. Paradossalmente un OGM è molto più sicuro da questo punto di vista, rispetto a un alimento “convenzionale” che non è mai stato sottoposto ad analisi. Molti OGM in commercio, oltre al gene di interesse, ne contengono uno che conferisce resistenza ad un antibiotico non più utilizzato in terapia e la probabilità che un agente patogeno per l’uomo acquisisca il gene di resistenza dalle piante geneticamente modificate è davvero remota Non esistono evidenze che correlino peculiari effetti tossicologici agli organismi GM, pertanto la possibilità che si manifestino effetti a lungo termine differenti da quelli associati alle piante convenzionali non appare sostenibile. Ad esempio sono stati condotti molti studi sull’impatto di specifici OGM nell’alimentazione animale; tali esperimenti, nel caso dei bovini, si sono protratti fino a due anni, non riportando alcuna differenza significativa tra un’alimentazione GM e una non GM. Gli OGM prima di ottenere l’autorizzazione alla coltivazione e alla commercializzazione devono essere sottoposti a un numero considerevole di analisi, confrontandoli (a 360 gradi) con il cibo esistente considerato “sicuro”(concetto dell’Equivalenza sostanziale). Se l’EFSA, l’ente europeo per la sicurezza alimentare, nella valutazione ritiene che in base alle analisi la pianta GM o il suo prodotto siano sostanzialmente equivalenti a quelli convenzionali e i saggi per la tossicità danno esito negativo, la varietà o il prodotto vengono giudicati positivamente per il consumo umano e animale. Un’altra critica che viene spesso rivolta agli OGM fa riferimento a un loro possibile impatto sull’economia: le piante GM configurerebbero un monopolio di poche multinazionali per il commercio dei semi. Purtroppo dipendiamo da tempo dalle multinazionali del seme: annualmente siamo costretti a rifornirci di sementi da grandi società estere. Se provaste a chiedere a una persona qualunque cosa pensa degli OGM, probabilmente vi risponderà (a me è capitato) che è innaturale utilizzare alimenti come pomodori e melanzane senza semi. Nelle serre le melanzane e i pomodori vengono sistematicamente trattati per favorire l’allegagione (sviluppo dei frutti); questi alimenti se modificati geneticamente potrebbero svilupparsi in assenza di fecondazione (questo spiega la mancanza dei semi) e non ci sarebbe più bisogno di sottoporli all’azione di agenti chimici. Le biotecnologie offrono quindi possibilità nuove per migliorare le caratteristiche delle colture agricole con interventi “mirati”: cibi con proprietà curative (vaccini commestibili), cibi con migliori proprietà nutrizionali (riso arricchito di vitamina A), coltivazione di piante anche su terreni cosiddetti difficili, un minor uso di fitofarmaci sono solo alcuni dei possibili impieghi che hanno o potranno avere gli OGM. Tutto questo sicuramente avrebbe un significato in più nei Paesi in Via di Sviluppo, in cui la situazione di sofferenza alimentare è purtroppo diffusa. Non è mia intenzione intraprendere una campagna a favore degli OGM, ma ritengo sia necessario reimpostare il dialogo su questa biotecnologia in modo scientificamente fondato, anche sul tema della sicurezza, per permettere a ciascuno di conoscere la realtà dei fatti e scegliere liberamente sull’argomento. |
|
FINANZIA LE ATTIVITA' DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE CON UNA LIBERA DONAZIONE


