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La città, manufatto umano per eccellenza, appare oggi sempre più caratterizzata dalla coesistenza di processi contraddittori: evoluzione ed involuzione, sviluppo e declino, ristrutturazione e destrutturazione. Le città tendono a perdere le identità individuali, l’interesse collettivo, allontanandosi dal concetto di sostenibilità, dove tutto è concatenato, tutto avviene attraverso l’interazione tra le parti. Il concetto di sostenibilità di una città, di un abitato, è certamente cosa non facile ma non utopica. |
| Un insediamento sostenibile è tale quando riesce ad essere sicuro, salutare, vivibile, equo e produttivo, sia per gli individui che ci vivono che per l’ambiente. Tralasciando alcuni di questi temi, non meno importanti, tratteremo della vivibilità urbana e nello specifico dell’eccessivo carico urbanistico. Il concetto di carico urbanistico è, semplicemente, il rapporto tra l’elemento cosiddetto primario (abitazioni, uffici, negozi) e l’elemento secondario di servizio (opere pubbliche in genere, parcheggi, verde, strade). Quindi, il carico urbanistico è l'effetto che viene prodotto dalla presenza dell’insediamento primario e quindi dalla presenza di persone al proprio interno. Si tratta di un concetto, presente nella legislazione urbanistica, alla voce standards urbanistici che richiedono l'inclusione, nella formazione degli strumenti urbanistici, di dotazioni minime di spazi pubblici (ovvero ad ogni tot di abitanti, deve corrispondere un tot di parcheggi). Un notevole carico urbanistico lo si misura soprattutto nei momenti più “vivi” della giornata, ed a seconda delle diverse zone, dove sono dislocate diverse attività siano esse pubbliche o private. Rapportando questo alla realtà di Muro Lucano, viene facile pensare all’ardua impresa di trovare un parcheggio, in orari di ufficio, nei pressi della sede comunale, presso i locali che ospitano gli uffici postali, presso la scuola materna Arcobaleno, e così via. Nelle prime ore serali il problema si sposta in piazza San Marco e in piazza Don Minzoni.Assolutamente al di sotto degli standards necessari i parcheggi lungo il tratto di via S.M. del Carmine, “per fortuna” tornata abitata. Tutto questo si amplifica durante i periodi festivi. Le soluzioni? Sarebbe superficiale rispondere di spostarsi di più a piedi, ma la realtà è che le città sono vecchie e nate in tempi lontani, quando non esistevano carichi urbanistici. Pertanto, attraverso scelte forti e coraggiose, tenendo conto dell’interesse collettivo ed attraverso l’interazione tra le parti si dovrà trovare nuove soluzioni e spazi da destinare a parcheggi. Nuovi parcheggi in aree strategiche e di cerniera, sarebbero di slancio anche alla dislocazione e/o creazione di nuove attività, liberando quelle zone che oggi pagano l’eccessivo carico urbanistico, e valorizzandone altre che attualmente non sembrano avere l’attributo di zona commerciale. E se si incentivasse la creazione di posti auto sia fuori terra che interrati di iniziativa pubblico-privata? | |
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