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Le elezioni presidenzianli in USA
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Il 4 Novembre 2008 gli Americani saranno chiamati alle urne per eleggere il loro 44° Presidente. A contendersi il posto alla Casa Bianca saranno Barack Obama e John McCain, due outsider che a sorpresa hanno battuto quelli che solo un paio di anni fa molti Americani avevano pronosticato come i candidati naturali per questa sfida: Rudy Giuliani e Hillary Clinton.

I requisiti fondamentali per diventare Presidente sono tre: aver compiuto 35 anni di eta’,
essere cittadino americano (nato negli USA), risiedere in USA da almeno 14 anni.

Ma come si vota?
Gli Americani formalmente non votano direttamente per il Presidente ma delegano il proprio voto ai cosiddetti “Grandi Elettori”. Ogni Stato ha diritto a un numero preciso di Grandi Elettori. Il Connecticut ad esempio ha come “valore” 7 Grandi Elettori. La California ne ha 55, il Texas 34, la Florida 27 e cosi’ via.
Il totale dei Grandi Elettori in tutti gli Stati Uniti e’ 538 e quindi per andare alla Casa Bianca il candidato Presidente deve ottenere almeno 270 voti da parte dei Grandi Elettori.

Chi sono esattemente i Grandi Elettori sono persone di fiducia nominate qualche mese prima delle elezioni da ciascun partito. Ogni partito nomina i propri 538 Grandi Elettori.

Regola fondamentale: in ogni stato il partito che vince anche solo per un voto in piu’, si aggiudica tutti i Grandi Elettori dello stato.

Restando all’esempio del Connecticut, il cittadino che voglia votare per Obama da’ il voto ai Democratici del CT vale a dire ai 7 Grandi Elettori democratici cioe’ coloro che sono stati scelti per il CT dal Partito Democratico e si sa che daranno il voto ad Obama.
Il cittadino del CT che voglia invece votare per McCain da’ il voto ai Repubblicani del CT vale a dire ai 7 Grandi Elettori repubblicani cioe’a coloro che sono stati nominati dal Partito Repubblicano e si sa’ che voteranno a favore di McCain. Se la maggioranza dei cittadini in CT vota per i Democratici, si aggiudicano tutti e 7 i voti democratici e in teoria 7 voti per Obama.

Ho scritto in teoria perche’ il voto e’ segreto e i Grandi Elettori, per legge, potrebbero anche non votare per il canditato per il quale si sono pronunciati e dare il proprio voto per il candidato avversario e di fatto tradire la fiducia del voto popolare. Ma questo non e’ successo quasi mai nella storia delle elezioni presidenziali americane.

Per vincere le elezioni ovviamente e’ fondamentale concentrare le proprie energie (e fondi) per ottenere la maggioranza, anche se per pochi voti, negli Stati che danno diritto a molti Grandi Elettori. Chi ottiene un solo voto piu’ uno in California, ad esempio, conquista ben 55 voti da parte dei Grandi Elettori!
In realta’ si sa’ gia’ quali sono gli stati rossi (repubblicani) e quali gli stati blu (democratici). La lotta quindi si concentra sugli Stati incerti detti swing states (letteralmente stati dondolanti).

Con questo sistema elettorale puo’ capitare quindi di essere sconfitti pur ottenendo piu’ voti popolari. Supponiamo che Obama ottenga la maggioranza di voti popolari in California per mille voti popolari in più. Egli avrà a propria disposizione tutti i voti elettorali di quell'enorme Stato, cioe’ 55. Se McCain si aggiudicasse per diecimila voti popolari in più lo Stato dell’Alaska, che ha diritto a 3 Grandi Elettori, complessivamente McCain avrebbe novemila voti popolari in più ma solo 3 voti contro i 55 dell'altro.
Il caso recente piu’ famoso di questa curiosa situazione e’ quello delle elezioni del 2000 che portarono Bush alla Presidenza anche se Gore ottenne mezzo milione di voti pololari in piu’ (in quelle elezioni uno stato determinante fu la Florida che Bush conquisto’ per solo 500 voti popolari o poco piu’, e il voto fu poi seguito dalla nota polemica sul riconteggio delle schede).

Poiche’ i Grandi Elettori sono 538 puo’ anche verificarsi il caso di un pareggio, 269 pari,
o il caso in cui un terzo partito ottenga alcuni voti impedendo a uno dei due partiti maggiori di conquistarne i 270 necessari per la Presidenza.
Cosa succede in questo raro caso? In questo stato ogni stato assume lo stesso volare e ha diritto ad 1 voto per decidere sul Presidente.

Curiosita’ e opinioni personali:

E’ dal 1952 che non accade che uno dei due candidati non gode del vantaggio dell’incumbency cioe’ essere stato Presidente o Vicepresidente prima delle elezioni. Poiche Bush’ non puo’ ricandidarsi per la terza volta e il suo vice Dick Cheney non ha voluto candidarsi, queste elezioni vedranno dopo tanti anni entrambi i candidati scelti in campo aperto il che aumenta l’incertezza e il fascino di queste elezioni.

Poiche’ in Italia il Presidente della Repubblica deve avere almeno 50 anni secondo la Costituzione italiana…Obama sarebbe considerato troppo giovane e immaturo e non potrebbe candidarsi, McCain si’.

Il sistema americano che non permette di votare direttamente per il Presidente e in cui il cittadino in sostanza delega il proprio voto ai Grandi Elettori potrebbe ricordare vagamente il sistema italiano in cui sono sono Camera e Senato a votare per il Presidente.
Ovviamente la situazione e’ piuttosto diversa in quanto, anche se con il tramite dei Grandi Elettori, in USA avviene una consultazione popolare.
Inoltre il candidato Presidente, diversamente dall’Italia, non e’ “imposto dall’alto” ma viene scelto dal popolo tramite le elezioni primarie.
In Italia deputati e senatori scelgono un candidate, cercano una maggioranza, votano piu’ volte, se non raggiungono una maggioranza, scelgono un altro candidato, rivotano, ci riprovano. E noi? E noi stiamo a guardare alla TV quello che LORO decidono.

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