Prima che iniziate la lettura dell'articolo, voglio fare una premessa, quello che ho scritto è esclusivamente frutto delle mie riflessioni sviluppate dopo un'attenta analisi di articoli e saggi sulla nostra regione che ho trovato su alcuni libri della biblioteca del Centro culturale franco-italiano. Quindi, accetterò ogni tipo di giudizio dei lettori! Non sono certo io il custode delle verità! Buona lettura.
Nel 1806, dopo che nel 1799 la popolazione aveva combattuto eroicamente contro il cardinale Ruffo, Potenza fu elevata a capoluogo della Lucania. Questo è il punto di partenza dal quale, a secondo delle teste pensanti, è iniziata la nostra fortuna o sfortuna!
Agli inizi del XIX secolo d.C. Potenza non era che un grande paese con poco più di 10.000 abitanti, tanti quanto ne facevano Melfi o Muro Lucano o anche di più Avigliano (circa 20.000), ma questo poco conta, quando si fa una scelta non è certo in base alla popolazione che la si esegue! Agli inizi del XX secolo (censimento del 1901) Potenza contava 16163 abitanti e i paesi succitati rispettivamente: 14547, 8323 e 16161! Capirete dopo perchè ho riportato questi dati. Nel 1927 l'Avv. Saverio Siniscalchi così scriveva al Comm. Arnaldo Mussolini: "...nella relazione sono elencate le provvidenze indispensabili alla rinascita di questa terra, la quale tuttora, per un complesso di fattori e di deficienze secolari, si trova di fronte alla Nazione come una locomotiva abbandonata in un binario morto, circondata da treni che si inseguono in corsa veloce! ....se, mercè strade, acqua potabile, vasto rimboschimento, allegerimento doveroso della pressione tributaria, saranno mutate le condizioni ambientali della Lucania, questa gente balzerà in primissima linea nella lotta economica, renderà ad usura alla Nazione la spesa della quale ora ha bisogno per crearsi il minimo indispensabile di esistenza civile...!"
Nel 1945 Carlo Levi con Cristo si è fermato a Eboli, scriveva: "Cristo si è veramente fermato ad Eboli, dove la strada e il treno abbandonano la costa di Salerno e il mare, e si addentrano nelle desolate terre di Lucania. Cristo non è mai arrivato qui, nè vi è arrivato il tempo, nè l'anima individuale, nè la speranza, nè il legame tra cause ed effetti, la ragione la storia!".
Negli anni '50 per la prima volta molti centri della Lucania conoscono un sistema fognario ed idrico degno di questo nome. basti pensare all'allora situazione del nostro centro storico, il Pianello, con case prive del bagno o dell'essenziale per un minimo di igiene personale, o ancora ai sassi di Matera! Siamo nel 2008! Com'è cambiata la Basilicata. Certamente le condizioni igienico-sanitarie sono migliorate, la prospettiva di vita è aumentata, le strade sono meno tortuose di quelle di una volta e tutte asfaltate, la ferrovia adesso è la via sulla quale passano treni moderni alla stessa velocità delle locomotiva a vapore, c'è il petrolio, c'è la Fiat con il suo indotto, c'è il turismo, ma...c'è un fenomeno strano che sta caratterizzando la storia recente della Basilicata: il ritorno, con grandi cifre, dell'emigrazione!! Nel 1951 la popolazione residente in Basilicata era di 625.586 unità, nel 2008 si è scesi sotto la soglia critica delle 600.000 abitanti. Prendiamo come riferimento i dati delle 4 città prima citate più Policoro perchè rappresentano 5 realtà territoriali distinte. Potenza ha superato le 70.000 unità, Melfi 16.110, Avigliano 12005, Policoro 15096, Muro Lucano 6110 (dati 2003). Come si può notare il grafico dell'andamento della popolazione di Potenza ha avuto un incremento verticale molto alto rispetto al resto delle città lucane (da 16036 abitanti del 1861 ai 70.000 attuali). Nella zona del Vulture-melfese si è avuto un lieve aumento grazie alla Fiat ed al suo indotto, inoltre la popolazione indigena sa sfruttare le risorse del territorio elevando i propri prodotti ad un vendita su scala nazionale. Sulla costa ionica un notevole incremento dovuto al turismo estivo e al territorio pianeggiante che permette una produzione di frutta biologica che viene esporta in Europa. Mentre nella zona nord-occidentale e nelle zone interne della Basilicata c'èstata una diminuzione per il forte saldo migratorio! Perchè Potenza è un caso così anomalo rispetto all'andamento delle altre città lucane? O viceversa? Si potrebbe spiegare questa realtà oggettiva con il fatto che Potenza è il capoluogo di regione ma, non è una spiegazione del tutto esaustiva. Io son giunto a queste conclusioni:
1 - Potenza sta cannibalizzando tutte le risorse umane, materiali ed intelletuali, del territorio;
2 - Le risorse economiche vanno riversate quasi integralmente sul capoluogo per renderlo più vivibile e fargli avere una parvenza di città;
3 - Con le risorse economiche, l'economia del territorio funziona a pieno regime e tutto il commercio si accentra in essa deprimendo i paesi limitrofi nel raggio di 100 Km;
4 - Potenza cresce sempre di più ed è costretta, per mancanza di territorio, a subire la sindrome di Manhattan, cioè la verticalizzazione delle abitazioni;
5 - Avremo fra qualche decennio una città in mezzo al deserto demografico e conseguenza naturale sarà la decadenza del capoluogo e della regione!
Queste sono le mie considerazioni! Chiaramente non è solo per questo tipo di politica accentratrice che esiste l'emigrazione ma, io ho solo voluto focalizzare un punto cruciale che dovrebbe far riflettere i politici regionali e dare una sterzata a questo declino di un territorio abbandonato!
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