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Istituto Comprensivo di Muro Lucano
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(intervista al Dirigente Scolastico)Circa quindicimila euro spesi per l’ampliamento e la messa in sicurezza dei nuovi ambienti dell’istituto Giovanni Pascoli e la discussione sulla costruzione di altre aule non è stata ancora affrontata come argomento. La realizzazione del nuovo plesso scolastico che dovrebbe sorgere in contrada Luchetto, attualmente è sospesa per motivi di opportunità amministrativa. È in corso il bando di affidamento per l’incarico di progettazione del comprensorio e i tempi sembrano particolarmente dilazionati. Il preventivo calcolato giacente nelle casse comunali per l’edilizia scolastica, si aggira attorno ai due milioni e mezzo di euro e l’edificio ubicato presso la Madonna del Carmine dovrebbe fungere da asilo nido ed eventualmente ospitare i locali della Comunità Montana. L’Istituto Comprensivo, continuativo e processuale pedagogicamente, non risolve le ataviche tematiche sulla collocazione degli alunni. Forse l’argomento, inasprito negli anni, è correlato ad altri fattori non prettamente pertinenti l’emisfero scolastico. Comunque, la metodologia educativa e didattica esplicata dal dirigente Giuseppe Autunno durante l’intervista pubblicata dal nostro periodico, potrebbe aiutare i cittadini a conoscere meglio il mondo della scuola a Muro Lucano.

Il D.S. - Giuseppe Autunno
Perché è nato l’Istituto Comprensivo? L’Istituto Comprensivo è stato concepito grazie alla riforma della legge n. 59, in cui è stato stabilito che la scuola dell’obbligo non è più chiamata scuola elementare o media, bensì è denominata scuola di primo ciclo, che comprende i 5 anni della scuola primaria e i tre anni della scuola secondaria. I ragazzi hanno l’obbligo di frequentare la scuola dai sei ai quattordici anni e da quest’anno sino a sedici. A Muro Lucano purtroppo questa legge non era ancora stata resa effettiva, in quanto sia la scuola elementare che la scuola media erano separate e ognuna con un proprio progetto educativo. I principi di questa fusione sono di carattere pedagogico, legislativo e organizzativo.
Nel carattere organizzativo entra in gioco il fattore dell’edilizia scolastica, in quanto a Muro Lucano sino ad oggi la scuola elementare era priva di un edificio scolastico. In brevissimo tempo si è data la possibilità agli alunni di frequentare un singolo Istituto. Dal 10 settembre per la prima volta, diversi scolari della scuola di primo ciclo, hanno avuto la possibilità di accedere ad un edificio scolastico con una entrata abbastanza spaziosa e con corridoi e aule conformi alla legge.Quanti studenti frequentano questa nuova istituzione, quali istituti comprende e quanti paesi abbraccia? I comuni sono due. Le scuole dell’infanzia sono quattro: Capodigiano, Ponte Giacoia, Arcobaleno e Castelgrande. Quattro scuole primarie: Capodigiano, Ponte Giacoia, Ada Negri e Fortunato di Castelgrande. Due scuole secondarie di primo grado: Giovanni Pascoli di Muro Lucano e Gasparrini di Castelgrande. Gli alunni sono in totale 571, di cui 134 della scuola dell’infanzia, 250 della scuola primaria e 187 di quella secondaria. L’edificio “Giovanni Pascoli” ospita circa 300 alunni. Il piano terra è riservato alle scuole elementari e il primo piano alle medie, per un complessivo di 20 aule. Seppur adeguato a soddisfare tutte le esigenze, l’Istituto dovrebbe essere implementato di ulteriori servizi parascolastici e spazi educativi. Inoltre, l’edificio comprende una palestra e due laboratori tecnici. La biblioteca, ancora da allestire, potrebbe ospitare convegni, mentre la sala refezione, costruita in tre giorni da una ditta incaricata dal comune, è pienamente funzionante. Se dovessimo ampliare ulteriormente gli spazi per incrementare il numero dei laboratori, avremmo la necessità di creare altri 5 ambienti. Progetto perseguibile ed auspicabile.

 

Con l’Istituto Comprensivo avrebbe ancora senso, la creazione di un edificio scolastico ex-novo? In qualità di dirigente scolastico, non posso esprimere giudizi in merito. La scuola usufruisce semplicemente degli spazi che gli sono stati assegnati dal comune. In questo momento l’edificio soddisfa tutte le esigenze primarie degli alunni e del corpo docente. Se venisse ampliato, andremmo verso una scuola maggiormente all’avanguardia. Se l’amministrazione comunale ha le risorse finanziare per fare un edificio scolastico che inglobi tutti gli standard necessari per migliorare il servizio, ne potremmo semplicemente prendere atto con estrema soddisfazione.

L’Istituto Comprensivo è nato suffragato dalle polemiche. Dopo l’avvio di questo esperimento, può farci un resoconto, sia dal punto di vista occupazionale che economico, oltre che dell’efficienza? Le polemiche perpetrate in questi mesi esulavano completamente dall’emisfero della scuola, concepita come luogo di cultura e educazione. Il ruolo dell’educatore dovrebbe espletarsi soltanto nella formazione di alunni. Personalmente non ho avuto nessun interesse a perorare la causa dell’Istituto Comprensivo, considerando anche l’attività svolta nell’Istituto Comprensivo di Bella. Le controversie provenivano da particolari convenienze non concernenti l’attività didattica. Ogni qual volta sussisteva un contrasto, erano presenti elementi di personalizzazione del problema. Gli stessi posti di lavoro non hanno subito variazioni. Infatti, le cattedre di docenza e la presenza dei collaboratori scolastici sono aumentate. Invece, uno dei dirigenti scolastici ha dovuto rinunciare al suo incarico. Questo clima ansioso, architettato dai detrattori dell’Istituto Comprensivo, si è diradato dinnanzi alla legge, che impone l’accorpamento delle scuole, nel caso in cui un Istituto non ospiti almeno trecento alunni. A tal proposito, invito i denigratori del progetto a visitare la scuola “Giovanni Pascoli” e a controllare la situazione. Abbiamo fatto un lavoro di facchinaggio pesantissimo per garantire il prosieguo regolare delle lezioni.

Chi fomentava queste polemiche e quali erano gli interessi? Le polemiche si facevano nei bar e nelle piazze, nomi non sono in grado di farli. Il cambiamento in una società è difficile accettarlo e Muro Lucano, essendo un paese fondamentalmente conservatore, stenta a assimilare simili mutamenti, considerati validi da circa venti anni. Le manchevolezze culturali nel nostro territorio non hanno permesso la soluzione di tali tematiche, mentre in altri paesi attivi culturalmente sono state affrontate. Noi malauguratamente stiamo rimediando agli atavici ritardi nel duemilasette. La scuola non è l’unico argomento su cui si sono avviluppate le solite rimostranze, altre materie sono impellenti. Non si cambia per cambiare, si cambia per andare in sincronia con la società e noi dobbiamo andare a passo con i tempi. Erano circa venti anni che si avvertiva il bisogno di trasformare una scuola di base, dove ogni alunno è obbligato a frequentarla in modo continuativo, processale, progressivo e fisiologico. La continuità del percorso pedagogico ha reso necessaria l’abrogazione dell’esame di quinta elementare. Il mio impegno è proteso nel convincere gli oppositori della bontà del progetto. Ovviamente ci sono degli aspetti negativi da correggere, ma nessuno ha rimpianto l’organizzazione scolastica antecedente l’istituzione dell’Istituto Comprensivo. Gli stessi genitori, oltre agli alunni e gli insegnanti hanno appurato il lavoro svolto in maniera completa e complessa. Ad ogni modo, la complessità non deve diventare complicazione, ovvero l’accezione negativa del significato.

...e per quanto concerne la razionalizzazione delle spese? I bilanci delle due scuole sono unificati ed è possibile operare organicamente. Infatti, utilizzando un solo bilancio, gli interventi risultano più efficaci ed è possibile razionalizzare le spese, anche se le stesse non sono diminuite. Inoltre, l’amministrazione comunale è più agevolata. Pensiamo alla refezione e ai trasporti. Le spese telefoniche e telematiche, con l’installazione di un laboratorio informatico ove poter svolgere le attività, sono diminuite, considerando il radicale dimezzamento delle linee telefoniche e la razionalizzazione degli spazi in cui sono stati disposti i computer. La stessa palestra ha risolto il problema dell’attività motoria ed evitato eventuali spostamenti.

Dal punto di vista prettamente pedagogico quali sono le opportunità che l’Istituto Comprensivo può dare? In questi giorni si sta elaborando il POF (Piano Offerta Formativa) e gli insegnati stanno collaborando all’unisono per un progetto educativo processuale, che comprende tutte le fasce di età, dai bambini della scuola materna di tre anni ai ragazzi delle medie di quattordici. Prima del dieci di settembre le insegnanti di quinta elementare e gli insegnanti di prima media hanno formato le classi, secondo parametri di continuità. Hanno aggregato bambini, avendoli sistemati in un processo continuo. Le insegnanti di quinta elementare hanno presentato gli alunni agli insegnanti di prima media, considerando le caratteristiche psicologiche, socio-culturali, cognitive, comportamentali e formando tre prime medie organiche. In due scuole separate, questo lavoro doveva essere affrontato in maniera diversa, si dovevano trasmettere i fascicoli dei bambini. Tenere i due istituti separati anche da questo punto di vista sarebbe stato deleterio.

La disabilità e l’integrazione sociale. L’Istituto Comprensivo come intende affrontare queste due tematiche, evidenziate anche dai media come elemento fondamentale in una società democratica? Insieme con i docenti stiamo programmando una attività educativa per l’integrazione che vorrei intitolare “ Vengo ach’io…” . Questo problema non riguarda solo il disabile, ma concerne tutti quegli alunni che hanno difficoltà ad integrarsi nel processo educativo. Gli ostacoli derivano da diverse situazioni, come i casi dei due bambini rumeni e del bambino ucraino presenti nell’Istituto, che non comprendono la lingua. Oltre al problema di integrazione socio-culturale, esiste anche la complessità dell’integrazione socio-economica. Bambini che vivono in ambienti familiari in cui non sono garantiti alcuni processi evolutivi. Inoltre, sussistono realtà, ove diversi ragazzi disadattati potrebbero intraprendere la strada della devianza (in altri ambienti la chiamano delinquenza o droga) e sono poco inclini alla vita scolastica. Infine i disabili fisici e psichici. Il progetto, ancora da definire, riguarderà l’integrazione con particolare attenzione verso la pedagogia speciale. Per ogni criticità, dalla disabilità all’integrazione socio-culturale, è previsto il sostegno o la presenza di tutor. È prevista una ulteriore pianificazione per garantire il diritto allo studio ad ogni alunno nelle condizioni migliori. Il disabile, argomento affrontato ogni anno insieme alla amministrazione, ha la necessità di essere coadiuvato anche fisicamente, ma a causa della penuria di finanziamenti non è possibile garantire una assistenza continua. Esso ha bisogno di professionalità adeguate, a cui dovrebbero provvedere gli enti locali.

Quanto contano le risorse provenienti dagli enti locali per rendere più agevole la vita del disabile all’interno dell’Istituto? La progettazione scolastica ed educativa è presente aldilà delle risorse. Il disabile ha necessità di avere un ambiente consono, oltre a strumenti e mezzi. Se c’è un disabile che lavora bene col computer, egli avrà bisogno della propria postazione. A riguardo, noi, andiamo a reperire qualche risorsa all’interno del nostro bilancio. Anche gli enti locali come il comune, la comunità montana , la provincia ecc. nei loro bilanci credo abbiano delle voci di integrazione scolastica e diritto allo studio, ma dovrebbero potenziare le risorse e soprattutto accelerare i tempi di disponibilità, ove tali fondi sono presenti. È inutile aspettare sino a settembre, noi al primo settembre avremmo bisogno di tutte le condizioni favorevoli per essere operativi, con la presenza di personale e la possibilità di utilizzare i materiali adeguati. In estate bisogna lavorare per settembre. Noi abbiamo bisogno dell’assistenza fisica per quanto riguarda l’emisfero dei disabili, per poter garantirne l’integrazione scolastica. Questo non dipende dalla scuola ma dall’ente locale. L’assistenza và dall’accompagnamento, al bagno, al sostegno durante l’ingresso e l’uscita da scuola, alle necessità più pratiche, come aiutare l’alunno nel fare la ricreazione e consumare il pasto, o l’intervento in caso di malore. Frequentare la scuola significa stare attenti durante le lezioni e non, essere parcheggiati. Per fare questo lavoro diceva un pedagogista, bisogna attivare l’educazionale, cioè bisogna creare le condizioni, per cui l’alunno disabile possa seguire la lezione e di conseguenza essere agevolato nell’integrarsi socialmente.

In che misura gli enti contribuiscono? Effettivamente, l’amministrazione comunale è presente, ma dovrebbe potenziare il suo intervento, in quanto le esigenze aumentano. Nel comprensorio “Giovanni Pascoli” ci sono undici alunni con handicap psicofisici, di cui cinque disabili in condizioni gravi. Inoltre altri sei alunni sono da integrare dal punto di vista etnico-culturale.
Ci sono alunni provenienti dal Marocco, dall’area mediterranea, oltre a ragazzi dell’Europa dell’est. Inoltre abbiamo bisogno di risorse materiali, l’assistenza per i disabili e i sussidi didattici per le altre criticità. I tempi burocratici sono fondamentali. Se l’amministrazione delibera una certa somma per la scuola, i finanziamenti dovrebbero arrivare nel più breve tempo possibile. Altro problema è il rapporto con la famiglia, la quale ha il dovere di collaborare e concorrere con la scuola. Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, l’Istituto “Giovanni Pascoli” ha bisogno di ulteriori modifiche.Attualmente è in grado di calcolare la tempistica nell’eseguire i lavori? Non sta a me decidere, né tanto meno pronosticare sulla tempistica o sulla realizzabilità dei lavori. Personalmente posso pungolare l’amministrazione giorno per giorno. Le esigenze sono costanti. Nell’edificio ci sono 300 bambini, più una trentina di insegnanti. Gli spazi, seppur sufficienti, non bastano per un miglioramento anche logistico. Io chiedo all’amministrazione di intervenire subito, in quanto, ad esempio, ci sono porte ormai obsolete e senza maniglie. Almeno cinque aule hanno porte blindate e se si bloccassero, dovrebbero intervenire i vigili del fuoco. Gli insegnanti in tal caso lavorano con le porte aperte per evitare di rimanere imprigionati all’interno delle aule. Questi sono interventi urgenti da eseguire. Dalla disamina appena fatta, i detrattori dell’Istituto Comprensivo hanno avuto torto, considerando non solo il percorso pedagogico appena descritto, ma anche sottolineando la soluzione di utilizzare un edificio esistente, senza costruirne uno ex-novo.

 

Quindi l’idea di istituire dell’Istituto Comprensivo è vincente? Io non darei torto a nessuno, ma non si può andare contro la storia. Hanno solo perso tempo. L’edilizia scolastica non dipende da me. Se l’amministrazione comunale è in grado di sostenere questa spesa, allora bisogna che costruisca un edifico migliore, rispondente alle esigenze contemporanee della scuola. Il tempo che si è perduto a polemizzare sull’Istituto Comprensivo non dipendeva dalla costruzione di un edificio e non era correlato assolutamente alla edilizia scolastica. Se gli amministratori vorranno risolvere, con la costruzione di un nuovo Istituto, il potenziamento delle strutture, che facciano pure. In questo momento l’Istituto è funzionante, ma da potenziare.

Le famiglie come hanno reagito a tale cambiamento? Le famiglie sono tranquille. Anzi il primo giorno di scuola ho inviato una lettera aperta ai genitori, nella quale ho ringraziato i collaboratori scolastici che, hanno lavorato anche di notte e di domenica per permettere il regolare svolgimento delle lezioni. Se l’Istituto non fosse risultato idoneo per ospitare regolarmente gli alunni e i docenti entro il dieci settembre, avremmo arrecato un danno alla comunità. I genitori nell’accompagnare i bambini, hanno potuto constatare le condizioni dell’edificio. Anche i docenti della scuola media hanno dato il loro apporto, trasportando mobili e libri da un piano all’altro. Nella lettera ho ringraziato anche la ditta appaltatrice, che nel giro di tre giorni ha creato le aule i bagni e la sala mensa. Tutto l’impegno profuso da queste persone va posto in evidenza. La costituzione dell’Istituto Comprensivo risale al mese di Gennaio. Anche grazie alla mia pervicacia, il primo decreto emanato dal direttore regionale della Basilicata è stato redatto nei primi giorni di gennaio. I lavori sono stati effettuati nel giro di quattro giorni e il 10 settembre abbiamo aperto i cancelli senza alcun disagio. Il merito è degli operatori scolastici, docenti e ditta appaltatrice e io li voglio ringraziarli nuovamente.

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